Reggio Calabria
 

Rosarno (RC), Lega: "Mentre politica litiga sui nomi, i calabresi muoiono di fame"

"Nel mentre la politica litiga sui nomi e Oliverio tenta in tutti i modi di imporre il suo nome per le prossime competizioni elettorali, i calabresi muoiono di fame e le famiglie soffrono. Siamo ultimi in tutti i settori ed ancora chi ci ha cacciato in tale disastro ha la sfacciataggine di volersi riproporre! Siamo all'inverosimile! Una classe dirigente che ha fallito, ha messo in miseria un'intera regione, ha distrutto quel poco di buono che vi era, ora vorrebbe ricandidarsi! Siamo veramente all'inverosimile". Lo scrivono i Consiglieri di Minoranza della Lega: Giacomo Francesco Saccomanno - Alex Gioffrè - Giusy Zungri - Enzo Cusato.

"E nel frattempo, il grido di dolore di tanti padri di famiglia che non hanno lavoro, di quelli che vivono in modo del tutto precario con delle somme irrisorie e che attendono da decine di anni di essere messe in regola, di tanti giovani che devono scappare dalla Calabria. Un disastro assoluto che, però, sembra non essere percepito da una classe politica che pensa solo alla propria poltrona, fregandosene di quelli che sono i veri problemi dei calabresi. Paghiamo lo scotto di aver accettato per decine di anni un sistema inadeguato, corrotto, mediocre, condotto da chi ha solo pensato alla propria tasca, ai propri interessi, al proprio clan! Grande solidarietà a tutti i lavoratori che lottano per la loro occupazione, a tutti i padri di famiglia che cercano con onestà di mantenere i propri figli, a tutte le persone che con dignità cercano di arrivare a fine mese allontanando le sirene dei facili guadagni. Sono loro che meritano una classe dirigente migliore, sono loro che devono pretendere persone capaci, sono loro che devono gridare lo sdegno per soggetti eletti e che non sembrano più di esistere. Noi possiamo solo sostenere e stare vicino, nel migliore dei modi, a chi ha il coraggio di alzare finalmente la testa, ma non abbiamo strumenti che possono, in qualche modo, incidere seriamente. Certo è che siamo e saremo sempre accanto a loro e ci indigniamo quando assistiamo, ancora, ai teatrini del passato, alle promesse mai mantenute, alle prese in giro per chi soffre, alle sofferenze di tanta gente che non ha più la forza nemmeno di piangere. E' venuto, forse, il momento che tutti i calabresi comincino ad indignarsi ed a pretendere che la classe dirigente sia composta da soggetti capaci ed onesti".