“La mafia foggiana emula la ‘ndrangheta. In Liguria sottovalutata gravità del fenomeno criminale”

dia3 500Una mafia "arcaica nella struttura e moderna nella strategia, capace di creare e rafforzare sempre di piu' i propri vincoli associativi interni, creando seguito e consenso soprattutto nelle aree a forte sofferenza economica, ma allo stesso tempo in grado di adattarsi alle evoluzioni del contesto esterno, nazionale ed internazionale, tenendosi al passo con i fenomeni di progresso e globalizzazione, anche grazie alle giovani leve che vengono mandate fuori Regione a istruirsi e formarsi per poi mettere a disposizione delle 'ndrine il bagaglio conoscitivo accumulato". Cosi' la Dia nella sua relazione semestrale al Parlamento descrive l'evoluzione della 'Ndrangheta. E segnala tra i suoi punti di forza la "capacita' di stabilire legami diretti con diversi interlocutori".

Il legame tra la 'ndrangheta e il mondo politico-istituzionale. Proprio le piu' recenti investigazioni "hanno dato prova di come le 'ndrine riescano a relazionarsi egualmente con le altre organizzazioni criminali del Sud o del Centro del Paese, ma anche con interlocutori di diversa estrazione sociale, siano essi politici, imprenditori o figure professionali in ogni caso utili ai tornaconti delle cosche". Cosi' la 'Ndrangheta "esprime un radicato livello di penetrazione nel mondo politico ed istituzionale, ottenendo indebiti vantaggi nella concessione di appalti e commesse pubbliche". L'infiltrazione nel settore imprenditoriale consente poi alla 'Ndrangheta di inserirsi nelle compagini societarie sane, ottenendo il duplice effetto di riciclare i proventi illecitamente accumulati e, nel contempo, di acquisirne ulteriori attraverso i canali legali, arrivando anche a "scalare" le imprese fino a raggiungerne la titolarita'.

"La Liguria ha sottovalutato il problema 'ndrangheta". La presenza di proiezioni extraregionali di tipo mafioso si e' registrata, in Liguria, sin dalla meta' del secolo scorso. La criminalita' organizzata e' attirata dal ricco tessuto economico-imprenditoriale, dall'importanza del porto e dalla particolare collocazione geografica, crocevia tra la Versilia, la Costa Azzurra, le regioni del nord Italia ed il nord Europa. Le esperienze investigative dei tempi recenti - rileva la Relazione del Ministro dell'Interno al Parlamento sull'attivita' svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia -hanno inoltre evidenziato interazioni con organizzazioni autoctone, cosa che ha generato una commistione tra le diverse espressioni criminali
La Dia rimarca come la capacita' dei sodalizi - soprattutto quelli calabresi - di dissimulare la propria azione nel contesto socio-ambientale della Liguria abbia impedito una piena comprensione della gravita' del fenomeno mafioso nel territorio regionale. "Cio' ha senz'altro favorito la capillare infiltrazione della 'ndrangheta, affermatasi nella Regione - come testimoniano diverse inchieste - attraverso una struttura criminale denominata Liguria". A quest'ultima si sono affiancate almeno quattro unita' periferiche, cosiddette "locali" - operanti rispettivamente nelle zone di Ventimiglia (IM), Genova, Lavagna (GE) e Sarzana (SP)- e numerose 'ndrine concentrate soprattutto nell'imperiese. Queste compagini operano in stretta sinergia tra di loro e si relazionano con il Crimine reggino attraverso la Camera di controllo, un'entita' mafiosa intermedia e di raccordo con sede a Genova.

L'indotto inerente i lavori di demolizione e costruzione del 'Ponte Morandi' costituisce fonte di attrazione per la criminalita' organizzata. Dalle indagini della Dia e' emerso come la camorra, anche se non annovera sodalizi strutturali nella provincia di Genova, abbia cercato di infiltrarsi nell'economia legale attraverso i lavori di demolizione del Ponte Morandi. Dalla relazione emerge inoltre, come le cosche calabresi abbiano evidenziato una spiccata capacita' di entrare in contatto con le cosiddette zone grigie, ovvero imprenditori, professionisti, amministratori pubblici locali, favorendo cosi' un patrimonio relazionale indispensabile per poter realizzare i loro disegni criminali. Emblematico e' come alcuni imprenditori, attigui agli ambienti della criminalita' organizzata, siano ricorsi a pratiche corruttive nei confronti di amministratori pubblici per acquisire appalti o subappalti, in alcuni casi anche attraverso atti intimidatori. La Liguria resta una regione con un'economia attrattiva per le mafie, tanto che l'ndrangheta nel tempo ha privilegiato la logica degli affari che punta a una infiltrazione silente dell'economia. Per gli investigatori della Dia, la presenza ultradecennale delle mafie ha ampliato anche il business del traffico di sostanze stupefacenti, principalmente di cocaina ed eroina. Le indagini hanno permesso di evidenziare come il porto di Genova sia diventato un attracco privilegiato per i traffici illeciti. Oltre ai grandi traffici internazionali, la Liguria e' anche interessata dal commercio di rilevanti quantitativi di hashish e marijuana destinati al mercato nazionale.

"La mafia foggiana imita la 'ndrangheta". La mafia foggiana vuole assumere "nuovi assetti organizzativi, piu' consolidati e fondati su strategie condivise, emulando in tal modo, anche in ottica espansionistica, la 'ndrangheta" scrive la Dia nella relazione semestrale al Parlamento, spiegando che "anche in provincia di Foggia si sta consolidando un'area grigia, punto di incontro tra mafiosi, imprenditori, liberi professionisti e apparati della Pa. Una 'terra di mezzo' dove affari leciti e illeciti tendono a incontrarsi e a confondersi".
A proposito della 'terra di mezzo', la Dia cita lo scioglimento dei Consigli comunali di Monte Sant'Angelo, Mattinata, Manfredonia e Cerignola "indicativi di questa opera di contaminazione". Nella citta' di Foggia - e' detto nella relazione - continuano le dinamiche di rimodulazione del fatto federativo esistente tra le tre batterie della societa' foggiana (Pellegrino-Moretti-Lanza, Sinesi-Francavilla e Trisciuoglio-Prencipe-Tolonese) per la conduzione di affari particolarmente rilevanti, "tra cui la gestione di una cassa comune ed il controllo condiviso delle estorsioni". L'indagine 'Decima azione', che il 30 novembre 2018 ha portato all'arresto di presunti mafiosi dediti a compiere omicidi, tentati omicidi estorsioni e a spacciare droga, "aveva evidenziato, inoltre, come il modulo organizzativo adottato dalla societa' foggiana - viene ricordato - fosse ispirato a canoni strutturali ed operativi simili a quelli della 'ndrangheta, basati su vincoli familiari, con l'imposizione di regole interne (la cui violazione viene prontamente e gravemente sanzionata), il ricorso a rituali di affiliazione ed, infine, la gerarchica ripartizione dei ruoli con corrispondente sostentamento economico". "Proprio all'indomani della predetta attivita' investigativa - viene sottolineato - si e' registrata una escalation del racket estorsivo, culminata in una serie di atti intimidatori che hanno investito il tessuto socioeconomico della citta'".